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“Dentro te, un mondo meraviglioso” di Ramona Caligiuri

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“Dentro te, un mondo meraviglioso” di Ramona Caligiuri

Una lunga lettera di una madre alla figlia che coinvolge ed emoziona, perché è scritta col sangue di una donna sulla carne del suo corpo

“Dentro te, un mondo meraviglioso” di Ramona Caligiuri ed. Eracle pagg. 83 € 11,00

«Sii fedele a te stessa e fa di tutto per non tradirti mai» è l’incipit con cui inizia quella che è una lunga lettera di una madre alla propria figlia, divenuta un libro, profondo e intenso, dal titolo “Dentro te, un mondo meraviglioso” di Ramona Caligiuri, giovane donna catanzarese, residente a Reggio Calabria, al suo esordio letterario. La relazione madre figlia è fondante del senso di sé  per ogni donna, è la prima relazione che dà senso, nel bene e nel male, all’essere donna e l’autrice questo lo comprende stando accanto alla sua bambina, che giorno dopo giorno cresce sotto il suo sguardo amorevole e l’accompagna nella crescita ascoltando la bambina che è stata e la donna che è diventata, per dare a sua figlia quello che lei non ha avuto da piccola, il bene più prezioso per una donna, la propria libertà, l’amore per se stessa, la fedeltà  a se stessa perché «solo allora potrai dire di aver vissuto la tua vita, la tua e non quella di un’altra». La storia di ogni donna ha inizio nella relazione con la/nostra madre, la donna che ci ha dato la vita e la parola introducendoci nel mondo. E’ quello che l’autrice fa con sua figlia sin dal momento in cui sente dentro di sé quei “due corpi in uno” e riconosce e si riconoscere nella sua bambina, in quanto dello stesso sesso. La donna, la madre che ha dato la vita alla sua creatura, viene da questa rimessa al mondo perché è nella relazione con lei che trova la forza e il coraggio di guardare dentro di sé, dentro il suo mondo interiore, “quello più nascosto, ignorato e messo a tacere per troppo tempo” e capire la sua storia di donna per poter ricominciare a vivere. «Ho iniziato a capire la mia storia osservando te». E così lo sguardo libero della madre – che l’autrice non ha sentito su di sé crescendo, lasciandole dentro un grande vuoto – va  dalla “mia bambina” all’ “Iobambina”, per accarezzare, consolare, curare le ferite di quella creatura di dieci anni “silenziata”, “violata”, “umiliata”, sola ed isolata, che per sopravvivere e non impazzire si era rinchiusa nei libri e nello studio e si era creata un mondo tutto suo, dove stare bene con il suo amico immaginario Toby, fino a quando la madre «l’ha fatto scappare per sempre”. E’ la vita di una donna, vissuta e cresciuta nella convinzione di essere “sbagliata” perché diversa da come gli altri la volevano, che ha rinunciato a se stessa per essere accettata, prima di tutto da sua madre, e che, lasciata sola, ha finito – come ogni altra donna – col perdere  se stessa, col perdersi in un mondo che nega la libertà  ad una donna. La presa di coscienza, anche se dolorosa – come mostra l’autrice e il femminismo – è la strada obbligata per ogni donna in ogni età per una “rinascita”, per riappropriarsi di sé e della propria vita. Quell’Iobambina, guardata con “assoluta dolcezza”, nella sua riconosciuta “singolarità e unicità irripetibile” di donna, oggi, può “finalmente mettere le ali e spiccare il volo” con tutto il mondo meraviglioso che si porta dentro. Per andare dove? L’autrice risponde verso la vita. Chi l’accompagnerà per evitare di perdersi di nuovo? Chi le insegnerà a perdonare sua madre come ha perdonato se stessa? Un libro, una lunga lettera di una madre alla figlia scritta bene, che coinvolge ed emoziona, perché è scritta col sangue di una donna  sulla carne del suo corpo.

Franca Fortunato

 

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