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On body and soul vince il 67° Festival del cinema di Berlino

“On body and soul”

Cinema

On body and soul vince il 67° Festival del cinema di Berlino

“On body and soul” vince il 67° Festival del cinema di Berlino

L’ungherese On body and soul vince il 67° Festival del cinema di Berlino, lontano dal glamour, tra cadute di stile e rosicamenti vari

Lontano da lustrini e paillettes, dedito alla cinematografia intesa come arte politica e, soprattutto quest’anno, come arte poetica, il Festival internazionale del cinema di Berlino non ha deluso le aspettative, facendo scendere il sipario sull’edizione 2017 con il trionfo dell’amore. E’ quello di “Testről és lélekről – On body and soul” della ungherese Ilidikò Enyedi, che si è aggiudicato l’Orso d’Oro per il miglior film, superfavorito fin dall’apertura della sessantasettesima Berlinale. La pellicola racconta il tenero rapporto nato in un mattatoio di Budapest, una storia “semplice come un bicchiere d’acqua”, l’ha descritta la regista, che ha saputo farsi strada nei cuori di tutti e anche della giuria presieduta da Paul Verhoeven e composta da Dora Bouchoucha Fourati, Olafur Eliasson, Maggie Gyllenhaal, Julia Jentsch, Diego Luna, Wang Quan’an.
Una scelta, quella del film di Enyedi, che un po’ è parsa fuori dalle righe, per un Festival che ha sempre ostentato intellettualità a iosa, e che sicuramente, al di là delle opere cinematografiche, sarà ricordato in questa edizione per alcune chicche che con il glamour e lo chic, ma anche la buona educazione, poco sembrano avere a che fare. Durante la serata di premiazione al Berlin Palast, tra l’emozione dei vincitori, invitati sul palco dove erano esposti in fila tutti gli Orsi in attesa di essere consegnati – bellissimi -, ha saputo ritagliarsi un momento memorabile, su tutti, la gomma da masticare deliziosamente poggiata fra le zampe dell’Orso d’Oro appena ricevuto – con la punta del mignolo, eh, la classe non è acqua -, da Georg Friederic, Migliore attore per “Helle Nächte – Bright nights”. Qualcuno ha applaudito, più per imbarazzo c’è da pensare.
Non c’è invece nulla su cui tergiversare sulla consegna dell’Orso d’Oro alla Miglior regia al finlandese Aki Kaurismaki, per “Toivon tuolla puolen – The other side of hope”: con evidente impaccio per il direttore del Festival Dieter Kosslick e la presentatrice della cerimonia, l’attrice Anke Engelke, costretti a scendere in platea, il regista si è alzato in piedi agli applausi, ma non ha accennato a voler salire sul palco per prendere il premio. E’ così toccato alla giurata Dora Bouchouche Fourati, scendere fra le poltrone e in un clima surreale, porgere la statuetta a Kaurismaki che prima ha cercato di infilarsela in tasca, poi l’ha usata come microfono per ringraziare brevemente. Probabilmente deluso dal “misero” bottino, il regista ha quindi, sprezzante, passato l’Orso a uno dei suoi attori.
Tornando alla grazia del cinema, Migliore attrice è stata ritenuta Kim Minhee per “Bamui haebyun-eoseo honja – On the beach at night alone”, la Miglior sceneggiatura è andata alla lotta di una trans contro la violenza del pregiudizio di “Una mujer fantastica – A fantastic woman”, scritta da Sebastian Lelio e Gonzalo Maza. Il Premio Alfred Bauer per il film che apre nuove prospettive è andato infine a “Pokot – Spoor” di Agnieszka Holland, anche questo tra i favoriti della rassegna.

Per l’Italia, questa edizione è stata sicuramente, pur senza alcun film in gara, un trionfo: il giorno prima rispetto alla premiazione ufficiale, si è svolta la premiazione dell’Orso d’Oro alla carriera che, quest’anno, è andato a Milena Canonero. Alla costumista italiana, già quattro volte Oscar e quarta italiana a ottenere il premio a Berlino (prima di lei, Francesco Rosi, Claudia Cardinale e Sofia Loren), il 67°Festival del Cinema internazionale di Berlino ha dedicato un omaggio: “Milena Canonero è una costumista straordinaria – ha affermato il direttore della Berlinale Dieter Kosslick -. Con le sue creazioni ha contribuito in maniera decisiva allo stile di capolavori cinematografici. Con l’omaggio di quest’anno vogliamo dare il giusto tributo a una grande artista e attenzione a una professione fondamentale nel cinema”. Ma non solo: oltre alle più note collaborazioni per “Barry Lyndon”, “Arancia meccanica”, “Shining” di Kubrick, o ancora, tra le altre, “Il Padrino III” di Francis Ford Coppola, “Maria Antonietta” di Sofia Coppola, “Gran Budapest Hotel” di Wes Anderson, Milena Canonero ha lavorato molto anche per i più prestigiosi palcoscenici di tutto il mondo. “Ciò che colpisce di Milena Canonero – ha infatti avuto modo di affermare il direttore artistico della Deutsche Kinemathek, Rainer Rother -, è la versatilità dei suoi interessi artistici. Le sue creazioni per il Metropolitan di New York, La Scala di Milano, e l’Opera di Vienna, così come per l’adattamento di ‘Amadeus’ per le scene di Roman Polanski, l’ha portata all’attenzione internazionale e al successo”.

GIURIA INTERNAZIONALE
Orso d’Oro al miglior Film: “On Body and Soul”
Orso d’argento e Gran premio della giuria: “Félicité”
Premio Alfred Bauer per il film che apre nuove prospettive: “Pokot”
Miglior regista: Aki Kaurismaki per “The Other Side of Hope”
Miglior attore: Georg Friederich per “Helle Nachte”
Miglior attrice: Kim Minhee per “On the Beach at Night Alone”
Miglior sceneggiatura: Sebastian Lelio e Gonzalo Maza per “Una mujer fantastica”
Miglior contributo artistico: Dana Bunescu per il montaggio di “Ana, mon amour”

SEZIONE CORTI
Orso d’Oro per Miglior corto “Cidade pequena” di Diogo Costa Amarante
Orso d’argento “Ensueño en la Pradera”  di Esteban Arrangoiz Julien
Premio Audi “Street of Death” di Karam Ghossein
Menzione speciale “Centauro” di Nicolás Suárez

SEZIONE GENERATION KPLUS
Orso di Cristallo per il Miglior film
“Piata lod’ – Little Harbour” di Iveta Grofova
Menzione speciale “Amelie rennt – Mountain miracle, an unexected friendship” di Tobias Wiemann
Orso di Cristallo come Miglior corto “Promise” di Xie Tian
Menzione speciale corto “Hedgehog’s home” di Eva Cvijanovic
Grand Prix of the Generation Kplus International Jury  “Becoming who I was” di Chang-Yong Moon e Jin Jeon ex aequo “Estiu 1993 – Summer 1993” di Carla Simon
Special Prize of the Generation Kplus International Jury per Miglior Corto “Aaba – Grandfather” di Amar Kaushik
Menzione speciale “Sabaku” di Marlies van der Wel

GENERAZIONE 14PLUS
Orso di Cristallo per Migliore film
“Butterfly kisses” di Rafal Kapelinski
Menzione speciale “Ceux qui font les révolutions à moitié n’ont fait que se creuser un tombeau” di Mathieu Denis, Simon Lavoie
Crystal Bear for the Best Short Film “Wolfe” di Claire Randall
Special Mention Short Film “SNIP” di Terril Calder
Grand Prix of the Generation 14plus International Jury per Miglior film “Shkola nomer 3” di Yelizaveta Smith, Georg Genoux
Menzione speciale “Ben Niao” di Huang Ji, Ryuji Otsuka
Special Prize of the Generation 14plus International Jury per Miglior film “The Jungle Knows You Better Than You Do” di Juanita Onzaga
Special Mention “U Plavetnilo” di Antoneta Alamat Kusijanović

GWFF BEST FEATURE AWARD “Estiu 1993” di Carla Simón

GLASHÜTTE ORIGINAL DOCUMENTARY AWARD “Istiyad Ashbah” di Raed Andoni

PREMI GIURIA ECUMENICA
Competition “Testről és lélekről” di Ildikó Enyedi
Special Mention “Una mujer fantástica” di Sebastián Lelio
Panorama “Tahqiq fel djenna” di Merzak Allouache
Special Mention “I Am Not Your Negro” di Raoul Peck
Forum “Maman Colonelle” di Dieudo Hamadi
Special Mention “El mar la mar” di Joshua Bonnetta e J.P. Sniadecki

PREMI GIURIA FIPRESCI

Competition “Testről és lélekről” di Ildikó Enyedi
Panorama “Pendular” di Julia Murat
Forum Shu’our akbar min el hob di Mary Jirmanus Saba
Premio Guild Film “The party” di Sally Potter

PREMI CICAE ART
Panorama “Centaur” di Aktan Arym Kubat
Forum “Newton” di Amit V Masurkar
Premio Label Europa “Insyriated” di Philippe Van Leeuw

PREMI TEDDY
Miglior film “Una mujer fantastica” di Sebastian Lelio
Miglior documentario “Ri Chang Dui Hua” di Hui-chen Huang
Miglior corto “Min Homosyster” di Lia Hietala
Giuria Speciale “Karera ga Honki de Amu Toki Wa” di Naoko Ogigami
Teddy Speciale Monika Treut
Premio Caligari “El mar la mar” di Joshua Bonnetta e J.P. Sniadecki
Premio Peace “El pacto de Adriana” di Lissette Orozco
Premio Amnesty International “La libertad del diablo” di Everardo Gonzalez
Premio Heiner Carow “Funf sterne – Five stars” di Annekatrin Hendel

PANORAMA PREMI DEL PUBBLICO
Miglior film “Insyriated” di Philippe Van Leeuw
Secondo posto “Karera ga Honki de Amu toki wa” di Naoko Ogigami
Terzo posto “1945” di Ferenc Torok
Miglior documentario “I am not your negro” di Raoul Peck
Secondo posto “Chavela” di Catherine Gund e Daresha Kyi
Terzo posto “Istiyad Ashbah – Ghost hunting” di Raed Andoni

Premio dei lettori del Berliner Morgenpost “Testről és lélekről” di Ildikó Enyedi

Premio dei lettori del Tagesspiegel “Maman Colonelle” di Dieudo Hamadi

Premio dei lettori dell’Harvey Manner “God’s own country” di Francis Lee

PREMIO COMPASS PERSPEKTIVE
Miglior film “Die beste aller Welten – The best of all words” di Adrian Goiginger
Premio speciale “Final stage” di Nicolaas Schmidt

PREMI KOMPAGNON FELLOWSHIP
Perspektive Deutsches Kino Levin Peter e Elsa Kremser per Der grune Wellensittich
Berlinale Talents Nora Fingscheidt per Systemsprenger – System Crasher
Premio Arte International “Lost country” di Vladimir Perisic
Premio Eurimages Co-production Development Razor Film Produktion per “The wife of the pilot”
Premio VFF Talen Highlight Nefes Polat per “The bus to Amerika”

PREMI ROBERT BOSCH
Miglior film d’animazione “Night” di Ahmad Saleh
Miglior corto “The trap” di Nada Riyadh
Miglior documentario “Behind closed doors – Mor I’Bab” di Yakout Elhababi

BERLINALE CAMERA
Nansun Shi, produttrice e distributrice
Geoffrey Rush, attore
Samir Farid, critico cinematrografico e autore

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