Connect with us

Spettacoliamo.it

Recensione – “Dio odia le donne” di Giuliana Sgrena

Libri

Recensione – “Dio odia le donne” di Giuliana Sgrena

A ben vedere non è Dio che odia le donne ma gli uomini, quelli che, in suo nome, hanno costruito le religioni monoteiste, ergendosi a unici interpreti, maestri, guide, confessori, teologi

Dio odia le donne” Giuliana Sgrena –  Ediz. Il Saggiatore  pp.204  € 18,00

Nel suo ultimo libro “Dio odia le donne” la giornalista Giuliana Sgrena esamina la storia delle tre religioni monoteiste, la cristiana, l’ebraica e l’islamica, nel rapporto con le donne. Ne svela, con un’analisi approfondita  e puntuale, la radice comune su cui sono cresciute: l’odio e il disprezzo verso le donne, che hanno coperto e legittimato con il loro Dio. A ben vedere non è Dio che odia le donne ma gli uomini, quelli che, in suo nome, hanno costruito le religioni monoteiste, ergendosi a unici interpreti, maestri, guide, confessori, teologi. «Dio, Allah, comunque lo si chiami – scrive la Sgrena -, è in suo nome che gli uomini scatenano il loro odio contro le donne. La Bibbia, la Torah o il Corano sono strumenti di questa aggressione, spesso utilizzati a sproposito. E quando non bastano le Sacre Scritture vengono  in soccorso i santi per chi li venera, i miracoli per chi ci crede, gli hadith (parole) del Profeta  ( veri o falsi), i dogmi».
Sono le religioni e non Dio a costituire – nel passato e nel presente – l’alibi «per il patriarcato che esisteva prima dell’avvento delle religioni monoteiste». La Sgrena entra nell’interpretazione dei testi sacri che le tre religioni monoteiste ne hanno dato, ne analizza le somiglianze e le differenze su questioni cruciali inerenti il corpo delle donne, la loro sessualità, la maternità, l’aborto, la fecondazione assistita, il divorzio, la poligamia, i matrimoni misti, il velo, il sacerdozio femminile, l’infibulazione. Questioni su cui le tre religioni sono molto più simili di quanto si possa pensare a partire dal racconto della creazione che in qualche modo «certifica la sottomissione della donna. Sebbene ci siano delle differenze tra la descrizione della Bibbia e quella del Corano».
Nel libro la Sgrena intreccia la storia della religione cattolica con la sua esperienza di donna, cresciuta negli anni  cinquanta e divenuta atea col tempo. «Alle elementari, nonostante fosse una scuola pubblica, due classi erano gestite dalle suore, e una era proprio la mia. Alla mia maestra suor Natalina non importava cosa avesse fatto mio papà, bensì quello che era: un comunista. Io non sapevo nemmeno cosa volesse dire ( …) Ogni volta che entravo in aula mi sentivo male: la suora faceva sempre recitare una preghiera prima dell’inizio delle lezioni e chiedeva a tutti i bambini di pregare per me(..) che, secondo la maestra, avevo per padre il diavolo in persona». Non si è mai più avvicinata alla Chiesa, né alla preghiera, neppure durante il suo sequestro in Iraq. Un libro duro, un atto d’accusa verso le religioni monoteiste che hanno fatto di Dio un nemico delle donne. Sono le donne, le teologhe, le mistiche, che hanno liberato Dio dalle religioni misogine e sessuofobe ed hanno fatto di Lui/Lei un amico/a delle donne. Gli uomini della chiesa cattolica romana, con papa Francesco, ci stanno provando a liberare se stessi e Dio, ma la strada per loro è ancora lunga.

Franca Fortunato

 

Siamo un gruppo di giovani giornalisti con la passione per tutto ciò che è bellezza. Musica, arte, cinema, teatro, letteratura: è un elenco che in realtà potrebbe essere infinito.

Clicca per commentare

Lascia un messaggio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Libri

To Top