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Review – “Pape Satàn Aleppe” Osanna

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Review – “Pape Satàn Aleppe” Osanna

In venti tracce tutta la storia, o quasi, della rock progressive band degli Osanna insieme a cover e omaggi ad Alan Sorrenti, Pfm, Banco del Mutuo Soccorso, Area, Guccini e Pino Daniele

Osanna
Pape Satàn Aleppe
(Ma.Ra.Cash)

Comincia con Dante, “Pape Satàn Aleppe”, l’ultimo album degli Osanna. Come ad anticipare ciò che verrà all’ascolto, roba seria, mica pischellate. E così è: Lino Vairetti che legge l’inizio del VII Canto dell’Inferno introduce al mondo degli Osanna, in una carrellata fra i brani più o meno recenti che la band progressive ha inanellato nella sua quasi cinquantennale carriera e qualche omaggio a quei colleghi cui gli Osanna sentono di dovere molto.

Anzi no, prima di approdare a questa ricca selezione di tracce – ben venti -, e declamati i versi dell’Alighieri, in “Pape Satàn Aleppe” – che proprio prende il nome dall’incipit del Canto del Sommo poeta -, gli Osanna lasciano spazio all’unico inedito presente nell’album, che dà anche il titolo al disco, e che è l’unico brano registrato in studio. Sì perché la prima particolarità – in un disco dove nulla è lasciato al caso o all’ovvio -, è la scelta di raccogliere questo repertorio degli Osanna con un insolito live, poiché il resto delle tracce sono state tutte registrate dal vivo al club “Il giardino” di Lugagnano di Sona, nel Veronese, posto cui gli Osanna pare siano molto legati.

Ma andiamo per ordine, la title track: Pape Satàn Aleppe è un concentrato molto rock di ritmi e cori, su un testo interamente in napoletano, che riflette sulla miseria contemporanea e partenopea – «Lasciate ogni speranza si trasiti ‘nta st’inferno», dove però regnano la speranza, condita di filastrocche, rigorosamente in lingua. L’album si muove poi attingendo ancora dal passato relativamente recente degli Osanna: con Taka boom, i prog capitanati di Vairetti ricordano il ritorno sulle scene dopo oltre venti anni di assenza con “Taka boom” appunto, nel 2001, ma è con il capolavoro L’uomo –, molto bella, cita i Led Zeppelin di Stairway to Heaven e poi diventa Purple haze di Jimi Hendrix -, con ospite Mauro Martello al flauto che ritornano alle origini (il brano è dell’esordio con disco omonimo nel 1971).

Gli Osanna approdano quindi ai brani tratti da “Palepolitana”, del 2015: cominciano con alcuni canti popolari e tarantelle napoletani, finanche del 1500, in versione prog come Fenesta vascia, Michelemmà per poi proporre dei “classici” del loro repertorio, Santa Lucia – una «canzone d’amore per Napoli» -, Anto tràin, la quasi pop Anni di piombo, e più in là con la stessa Palepolitana, la rock Ciao Napoli, e la profonda Profugo, liberamente tratta dalla poesia del palestinese Mahmoud Darwish. Una parentesi a parte va fatta per il recitato di Nasciarrà ‘nu ciore che introduce Canzone amara, una vera poesia melodica che parte dal Canone di Pachelbel per approdare a un duetto di voci tra Vairetti e Donella Del Monaco. Da sogno.

In Pape Satàn Aleppe non mancano poi gli omaggi e le cover che vanno a chiudere come una sorta di batteria finale, inframmezzata solo dalla ironica e americaneggiante Fuje blues – tratta da Prog Family -, e uno dei capolavori degli Osanna, la splendida Oro caldo (Palepoli, 1973).

Prog garden medley altro non è che il risultato di tre brani eccezionali, messi insieme in un continuum anche ideale: stiamo parlando di Non mi rompete del Banco Mutuo soccorso, de Il banchetto della Pfm e di Luglio, agosto, settembre nero degli Area.

Spazio al tributo ad Alan Sorrenti con Vorrei incontrarti, per la quale gli Osanna si avvalgono anche della voce di Jenny Sorrenti.

Chiudono due omaggi a Francesco Guccini e Pino Daniele, con, rispettivamente, una Auschwitz e un Il mare, tutto in chiave Osanna, ovviamente.

Carmen Loiacono

 

Line up

Lino Vairetti – voce, armonica, chitarra acustica
Gennaro Barba – batteria
Nello D’Anna – basso
Sasà Priore – tastiere
Pako Capobianco – chitarra
Irvin Vairetti – synth e voce

Ospiti

Donella Del Monaco – voce
Mauro Martello – flauto
Jenny Sorrenti – voce

 

Tracklist

Prologo
Pape Satàn Aleppe
Taka boom
L’uomo
Fenesta Vascia
Michelemmà
Santa Lucia
Anto tràin
Anni di piombo
Nasciarrà ‘nu ciore
Canzone amara
Ciao Napoli
Profugo
Palepolitana
Prog garden medley
Vorrei incontrarti
Fuje blues
Oro caldo
Auschwitz
Il mare

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