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Review – Road less traveled, la sorpresa di Lauren Alaina

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Review – Road less traveled, la sorpresa di Lauren Alaina

Una sorpresa che nessuno, neanche i suoi fan più convinti, si sarebbero aspettati. Road Less Traveled, il nuovo album della ventitreenne Lauren Alaina è bello, per davvero

Lauren Alaina
Road Less Traveled
(Mercury Nashville, Interscope)

Una sorpresa che nessuno, neanche i suoi fan più convinti, si sarebbero aspettati. Road Less Traveled, il nuovo album della ventitreenne Lauren Alaina è bello, per davvero. L’americana, originaria della Georgia, è diventata grande e lo dimostra con dieci canzoni di pura energia, in cui il country si mette al servizio del pop, con risultati notevoli. A fare da collante la voce, sempre molto bella e pulita, di Alaina che tanto deve a questo suo “dono”.

La bionda statunitense si è fatta conoscere dal pubblico americano solo 6 anni fa, durante la decima edizione di American Idol, arrivando in finale con il poi vincitore Scotty McCreery, ma “Wildflower”, il suo primo album, rilasciato a ridosso della partecipazione televisiva proprio per cavalcarne l’onda, non è mai riuscito a decollare. Una serie di problemi familiari e personali, conclusi con un intervento alle corde vocali, nel 2014, ha determinato la svolta di Alaina che arriva oggi con album energico, ben fatto, in cui anche i testi segnano un punto a suo favore: se in Wildflower, Lauren aveva scritto soltanto un brano, qui si è cimentata nella stesura di tutte le canzoni, fortemente autobiografiche.

Il risultato è che anche quelle meno riuscite sono belle, ben costruite ed eseguite. Merito di questo va principalmente al suo produttore, Busbee, una istituzione nel mondo della musica country, già mentore di Keith Urban e Maren Morris, ma anche alla stessa Lauren Alaina che si mette in gioco con tutta se stessa fin dal primo brano: sicuramente non uno dei migliori, “Doin’ fine” ha il compito di chiarire le intenzioni dell’autrice, di mettere in musica umori e sentimenti scaturiti da episodi non facili, ma sicuramente non amorazzi adolescenziali. Se in qualche punto, soprattutto nelle ballad, può scendere nel melenso, lo stile di Alaina è chiaro e traccia i contorni di un album country-pop onestamente forte.

In “Three”, Alaina analizza tutto ciò che si è lasciata dietro, racconta di chi ha abbandonato casa per inseguire i propri sogni, del difficile mondo dell’industria musicale, e se valga davvero la pena rinunciare agli affetti per tre minuti “passati” in radio, il tutto mettendo in luce una voce potente e limpida.

Ci sono poi momenti in cui l’aspetto country viene meno, in favore di brani più giovanili, come “Queen of hearts”, una canzone pop quasi “commerciale”, carina, ma nulla di che. Lo stesso si può dire per “My kinda people” e “Next boyfriend”, brani non molto interessanti, ma solari, distensivi. Per intenderci, si tratta di quelle canzoni che fanno storcere il naso agli amanti della musica, ma che non si riesce proprio a ignorare.

Si capisce subito, e in almeno quattro brani in maniera molto chiara, che il target dell’album è della stessa età della Alaina, ma questo non significa che non sia un buon disco. In “Think outside the boy”, per esempio, Alaina è una “ragazza grande” che si rivolge a una più giovane, mettendola in guardia dal focalizzare la propria esistenza su una sola persona, poiché questo porta necessariamente a dispiaceri e delusioni. Di identica caratura “Crashin the boy’s club”: entrambe le canzoni sono un chiaro inno al potere femminile e, diciamolo, dovrebbero essere ascolti dalle ragazze di tutto il mondo. Così come “Pretty”, la ballad che chiude l’album: qui Alaina riflette sull’immagine, sul corpo e sul ripristino del rapporto tra ciò che rimanda lo specchio e l’anima, un conflitto che la cantante ha dovuto provare sulla propria pelle.

Altra ballad interessante è “Painting pillows” (scritta con Lindsay Rimes), una perfetta canzone country strappalacrime, sull’essere soli e sul riempire di lacrime il cuscino. Ancora di più lo è “Same day different bottle”, sul dramma dell’alcolismo che Alaina ha vissuto in prima persona attraverso i problemi di dipendenza del padre: è sicuramente un brano importante, in cui si capisce quanto Lauren Alaina sia cresciuta, sia per il testo (scritto insieme a Caitlyn Smith e Dan Couch), sia per l’intro del dialogo tra chitarra e voce. Molto, molto bella.

Il suo secondo album, dicevamo, è quello del passaggio all’età adulta e non deve creare confusione il fatto che ci siano inseriti anche quattro brani dell’Ep di tre anni fa: “Next boyfriend”, “ Painting pillows”, “Holding the other” e la stessa “Road less traveled” (scritta insieme a Jesse Frasure e Meghan Trainor), sono i primi passi verso la maturità, e proprio per questo i più deboli.

Carmen Loiacono

 

ROAD LESS TRAVELED

Doin’ fine
My kinda people
Three
Road less traveled
Queen of hearts
Think outside the boy
Painting pillows
Next boyfriend
Crashin’ the boys club
Same day different bottle
Holding the other
Pretty

Siamo un gruppo di giovani giornalisti con la passione per tutto ciò che è bellezza. Musica, arte, cinema, teatro, letteratura: è un elenco che in realtà potrebbe essere infinito.

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