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Le voci dell’eco – Daniela Rabia

Recensioni

Le voci dell’eco – Daniela Rabia

E’ la storia di Goy, adolescente che vede intorno a sé è un piccolo mondo chiuso nelle sue ipocrisie, nei pettegolezzi e nelle cattiverie. Si sente isolato, emarginato, straniero nella propria terra

“Le Voci dell’Eco” di Daniela Rabia  Ediz. Carratelli  pgg.144 €10,00

“Le Voci dell’Eco” è l’ultimo romanzo, arrivato da poco in libreria, di Daniela Rabia, scrittrice e poeta di Catanzaro, avvocata di professione. La storia è ambientata a Speriolo, un qualsiasi piccolo borgo calabrese dove vive il protagonista, Goy, giovane diciassettenne che frequenta l’ultimo anno dell’Istituto agrario. Quello che Goy vede intorno a sé è un piccolo mondo chiuso nelle sue ipocrisie, nei pettegolezzi e nelle cattiverie; una comunità di cui non si sente parte. Si sente isolato, emarginato, straniero nella propria terra, quella terra che l’affascina con le sue bellezze naturali e lo chiama verso il monte che sovrasta il paese. Da quell’altezza, dove si rifugia in solitudine a guardare le stelle, sente l’eco delle voci delle donne e degli uomini del suo paese, entra nelle loro case, nelle loro vite. Ascolta  Fanfulla, Fiorenza la fiorentina che suona otto ore al giorno, Nuzza do furno, Renzo il partigiano, Felicità la baldracca, Pacenza l’indovino, mastru ‘Ntoni e mastru Micuzzu, comare Bettina e comare Annina, Gemma, Geppa e Pinuccio, Mariuzza e Bettina, mastro Cola, don Michele Paccone, Peppe u stortu , don Mazza  e Berto, il vedovo di guerra che ogni giorno “riempie il secchio di lacrime” per la sua Rosina. Una umanità con le sue nobiltà e miserie il cui eco arriva fino al monte. Nemmeno in famiglia si sente a suo agio, tra una madre che ha rinunciato a se stessa e  lo considera un “depresso” e un padre assente, che tradisce la moglie con la vicina. Tutto sembra deciso, Goy non si aspetta niente di nuovo, conta i giorni che lo separano dalla partenza e intanto si rifugia sul suo monte dell’Eco e gode della bellezza della natura. Ma ecco che accade l’imprevisto, l’imprevedibile e così tutto cambia, dentro e intorno a  lui. Sono le relazioni d’amore,  di amicizia, di scambio, di buon vicinato che rendono bello o meno un luogo, un paese, una città, il mondo intero. Goy ritrova se stesso, la voglia di vivere e restare nel suo paese grazie a Lucia, la sua compagna di classe e fidanzata, Berto l’amico e maestro di umanità e di forza, la madre e il padre che si riavvicinano per la nascita di  Gina, la prima nipotina. Goy scopre la forza e la bellezza dell’ amore, dell’amicizia, della consolazione delle lacrime. La riconoscenza verso la sua professoressa, da cui si lascia guidare nella scelte dei libri che prende in prestito dalla biblioteca comunale, gli fa scoprire la passione per la lettura. Tutto nel piccolo borgo, ai suoi occhi, assume un senso diverso, la vita non è più la stessa. A questo punto Goy non può più partire, ha troppi legami che lo trattengono, compreso il suo monte dell’Eco. La storia continua, ma io mi fermo qui. Lascio il finale alla lettura di chi vorrà leggere il libro, nelle cui pagine si sente tutto l’amore che l’autrice nutre per le bellezze della sua terra e la speranza che per amore suo sempre più giovani restino e non partano . Il libro è correlato da una presentazione dell’autrice a firma del libraio Nunzio Belcaro, della Ubik di Catanzaro Lido,  e una prefazione di Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria.

Franca Fortunato

 

Siamo un gruppo di giovani giornalisti con la passione per tutto ciò che è bellezza. Musica, arte, cinema, teatro, letteratura: è un elenco che in realtà potrebbe essere infinito.

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