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I Baustelle, il pop tra amore, violenza, retrò e tanto altro

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I Baustelle, il pop tra amore, violenza, retrò e tanto altro

La serata è stata aperta dai catanzaresi Skelters, freschi del nuovo album “Rivoluzione 9”

I Baustelle e L’amore e la violenza. Per il tour promozionale di un album che inneggia al pop, i Baustelle non potevano non scegliere un’impostazione decisamente pop. Così al Teatro Politeama per le “anticipazioni” estive del Festival d’autunno, il trio formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e il bancario Claudio Brasini, si è presentato tra luci e scene televisive, molto anni ’80. E anche le canzoni proposte, quelle tratte dall’album L’amore e la violenza, appunto, non hanno scherzato in quanto ad atmosfere di quegli anni là.

Nel corso della serata, aperta dai catanzaresi Skelters, freschi del nuovo album “Rivoluzione 9”, Bianconi e soci hanno intrattenuto con una prima parte del concerto apparso piuttosto monocorde, che ha attinto al nuovo lavoro sì, con qualche puntatina molto retrò – o meglio datata -, che però il pubblico catanzarese, non numerosissimo ma appassionato come pochi, è parso apprezzare molto.

Presentare un album dall’inizio alla fine è rischioso e alquanto insolito, ma i Baustelle sono sempre “contro”, quindi via a tutte le tracce de L’amore e la violenza. Dalla prima all’ultima: il concerto è iniziato con “Love”, passando poi per “Il vangelo di Giovannni”, “Amanda Lear”, “Eurofestival”, “Basso e batteria” e via dicendo, senza troppi sconvolgimenti di sorta.

Cambio di registro, invece, per la seconda parte del concerto – i Baustelle sono addirittura usciti di scena, per rientrare dopo qualche minuto -, quando i protagonisti sono stati i brani storici della band di Montepulciano. E lì il pubblico è sembrato sul punto di esplodere: il trio del “cantiere” – la traduzione dal tedesco di baustelle, appunto -,ha optato per più ballabili pezzi del suo repertorio, cominciando da “Charlie fa surf”. Non sono mancate, tra le altre, “Un romantico a Milano”, “Gomma”, “Bruci la città”, “L’aeroplano”, “La moda del lento”, “La canzone del riformatorio”, tutto secondo la scaletta consolidata già nel tour della passata stagione (finanche la presentazione dei brani è stata pressoché identica).

Per la serie “contro” va detto che lo era già dall’impostazione sul palco: i sintetizzatori – cui accedevano anche Bianconi e Bastreghi talvolta – erano posizionati in modo che chi li suonava desse le spalle al pubblico, come se ci fosse una sorta di quarta parete opposta: insolito, forse, irriverente. O volutamente pensato da chi vuole dimostrare che non gliene importa molto. E invece.

Come a ogni loro concerto, poi, i Baustelle hanno proposto una cover – ne fanno una diversa per ogni data -, scegliendo per Catanzaro un brano dei Cigarettes after sex, “k”, sostenendo di averla ascoltata grazie ai suggerimenti di YouTube.

Poi è stata “La guerra è finita” a salutare il pubblico, prima dei troppo – troppo davvero – consueti encore di questo tour: “Veronica numero 2” e “Le rane”.

Carmen Loiacono

 

Line up

Francesco Bianconi – voce, chitarre, tastiere
Claudio Brasini – chitarre
Rachele Bastreghi – voce, tastiere, percussioni

Ettore Bianconi – elettronica e tastiere
Sebastiano De Gennaro – percussioni
Alessandro Maiorino – basso
Diego Palazzo – tastiere, chitarre
Andrea Faccioli – chitarre

 

Visti a Catanzaro il 30/07/2017

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