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Bolshoi, cancellato il balletto dedicato a Rudolf Nureyev

Danza

Bolshoi, cancellato il balletto dedicato a Rudolf Nureyev

L’opera non sarebbe “gradita” per la franchezza con cui si sarebbe parlato dell’omosessualità del ballerino, giudicata inopportuna per un luogo così prestigioso

E’ stata cancellata all’ultimo minuto, improvvisamente, la prima del balletto omaggio a Rudolf Nureyev prevista per martedì sera al Teatro Bolshoi di Mosca, alla quale erano state invitate personalità della danza provenienti da tutto il mondo. Inizialmente non era stata fornita in merito nessuna motivazione ufficiale, ma pare che l’opera non sia “gradita”: secondo voci di corridoio la franchezza con cui si sarebbe parlato dell’omosessualità del ballerino sarebbe stata giudicata inopportuna, per un luogo così prestigioso come il main stage del Bolshoi.

Di certo il teatro moscovita non è nuovo a intrighi dietro le quinte, ma la cancellazione è un vero e proprio shock per il mondo della danza. C’è di più: annullata la prima, le repliche sono state rimpiazzate dal classico – di certo più “sicuro” -, Don Chisciotte.

La portavoce del teatro Katerina Novikova in prima battuta non aveva rilasciato alcuna dichiarazione, ma lunedì la direzione del Teatro  ha dichiarato che le motivazioni della decisione sono prettamente organizzative: il balletto non sarebbe semplicemente pronto.

Strano, perché la scelta di cancellare lo spettacolo è arrivata all’indomani delle prove generali, mentre se davvero non fosse stato “pronto”, la decisione sarebbe stata presa molto prima. Basta comunque fare un giro sui social per comprendere cosa possa essere davvero accaduto, e come la cancellazione sia attribuibile a questioni politiche: in molti ritengono che la chiarezza con cui nel balletto si affronterebbe l’omosessualità di Nureyev sia la chiave di tutto, ma non solo. Oltre ad alcuni nudi sul palco, in scena sarebbero state rappresentate anche personalità politiche e pubbliche, pure ancora in vita, che influenzarono – negativamente  e positivamente -, la vita di Rudolf Nureyev, primo artista sovietico disertore: il ballerino fuggì dall’Unione Sovietica e questo gli costò la cancellazione dagli archivi del Kirov, il teatro di Leningrado dove aveva mosso i primi passi, nonostante da tempo Mosca avesse cercato di “recuperare”, rimuovendo le censure dell’epoca. Rimane il fatto che qualcosa di scomodo da raccontare c’è.

L’evento dell’anno è rinviato, dicono. Pare che però, per vederlo, ci voglia la stagione 2018/2019. Se ne riparlerà. O forse no.

 

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