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Chucho Valdes racconta “Trance”, il concerto insieme a Rubalcaba

Interviste

Chucho Valdes racconta “Trance”, il concerto insieme a Rubalcaba

L’esibizione al Parco Scolacium per il Festival Armonie d’Arte è la seconda data italiana del duo di pianisti dopo Umbria Jazz

A poche ore da Trance, il concerto di Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba per Armonie d’Arte Festival stasera alle 22.00 a Roccelletta di Borgia (Cz), sola data italiana dopo Umbria Jazz, il primo dei due si racconta in esclusiva per il Festival. Valdes è semplicemente uno dei più influenti artisti cubani di sempre, nonché grande interprete della musica latina. Fondatore e leader degli storici Irakere, di cui recentemente è stato festeggiato il quarantesimo anniversario, ha ridefinito gli stessi tratti identitari della musica cubana  introducendovi afro-jazz, rock e tradizioni popolari. Dalle sue parole traspare tutto l’amore per l’Italia e la grande musica, che nutre tutti come una grande radice.

Qual è il significato di questo incontro fra lei e Rubalcaba, in origine fra allievo e maestro, oggi uniti in un dialogo a livello paritario, e cosa vi ha ispirati nella scelta del repertorio da affrontare?
Il significato dell’incontro con Gonzalo è interessante. Lo è vedere riunire due generazioni della stessa scuola, la musica in particolar modo, il jazz e la musica afro-cubana. Lo è vedere come le idee di due stagioni diverse confluiscono nella stessa radice.

C’è qualche affinità secondo voi fra la musica cubana e quella italiana? Mina a esempio che è molto popolare a Cuba, ha realizzato dei bellissimi album anche in spagnolo. Che cosa le accomuna?
L’Italia ha una radice latina molto grande, e parlo anche della lingua, che rende le canzoni italiane ben comprensibili anche a Cuba. Irakere accompagnò un famoso rapper italiano che si chiama Jovanotti, e Zucchero, in Tour con musicisti cubani in tutta l’isola con grande successo. Io stesso ho suonato molta musica di Ennio Morricone e mia figlia ha studiato pianoforte classico nella città di Brescia.

Voi che siete fieri ambasciatori della musica cubana nel mondo, come siete arrivati invece al jazz?
Attraverso molto lavoro e una grande discografia, e grazie al fatto che abbiamo sempre avuto un consenso universale.

Che significato mantiene a questo punto della sua carriera l’esperienza con il formidabile gruppo Irakere? Ci regala un ricordo invece del recente tour con Omara Portuondo per i suoi sessanta anni di carriera?
L’esperienza con il gruppo Irakere ha segnato la mia vita definitivamente, fu una band che aprì un nuovo corso nello sviluppo della musica e che è riconosciuta dalle giovani generazioni oggi come una delle band più importanti del ventesimo secolo della musica cubana. Con Omara abbiamo lavorato per molti anni insieme e avuto molte collaborazioni, abbiamo registrato due album per piano e voce e occasionalmente la accompagno ancora adesso nei suoi tour internazionali, come recentemente ho fatto per i suoi sessantanni di carriera.

Ci parla della sua collaborazione con Wynton Marsalis, che è stato un altro grande ospite del Festival, per un gemellaggio molto coerente ed azzeccato fra New Orleans e l’Havana?
New Orleans e Havana sono come sorelle, con radici molto comuni, e questo è uno dei motivi per i quali ho realizzato la mia partnership con Wynton Marsalis, che è una delle più importanti figure della musica e della cultura americane.

Sia per lei, che per Gonzalo Rubalcaba con cui avremo l’immenso piacere di incontrarci stasera al Parco Scolacium nello spettacolo Trance per Armonie d’Arte Festival, una carriera formidabile: che cosa vorreste ancora realizzare insieme?
Continuare a indagare nelle profonde radici della musica!

Siamo un gruppo di giovani giornalisti con la passione per tutto ciò che è bellezza. Musica, arte, cinema, teatro, letteratura: è un elenco che in realtà potrebbe essere infinito.

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