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La pazza gioia protagonista dei David di Donatello

Cinema

La pazza gioia protagonista dei David di Donatello

Tre i film protagonisti della cerimonia presentata da Alessandro Cattelan. Insieme a La pazza gioia di Paolo Virzì, stravincono Indivisibili di Edoardo De Angelis e Veloce come il vento di Matteo Rovere

E’ “La pazza gioia” di Paolo Virzì il film vincitore dei Premi David di Donatello 2017. Doveva essere una sfida a due, tra il vincitore – che pure ha agguantato la Migliore regia – e “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, tra i favoriti della vigilia: e invece è diventata una corsa a tre, con “Veloce come il vento” di Matteo Rovere a scompigliare un poco le carte. Le pellicole si sono portate a casa quasi tutti i premi in ballo, cinque statuette La pazza gioia, sei Indivisibili e sei Veloce come il vento. Gli altri film, pur con notevoli candidature sono state mere comparse in una edizione dominata da questi tre lavori.

In una serata algida come sempre alla consegna dei David, presentata dal british Alessandro Cattelan – più che battute, ha fatto ricorso a freddure per stemperare una conduzione comunque difficile -, non sono mancati momenti emozionanti, pochi, e distensivi, qualcuno in più. Migliore attore Stefano Accorsi, lo scettro della “commovente della serata” oltre che della Migliore attrice protagonista è andato a Valeria Bruni Tedeschi, in lizza per la statuetta oltre alla sua compagna di film, la splendida Micaela Ramazzotti ne “La pazza gioia”: emozionata? fintamente sbadata? sinceramente sorpresa? non sapremo mai quale sia stato il vero motore dei ringraziamenti seguiti alla premiazione, fatto sta che la Bruni Tedeschi con quell’aria un po’ fumosa ha straparlato, movimentando davvero le file di poltrone, tra le lacrime, anche per le risate.

E dire che la serata era iniziata con un fine lavoro, molto ironico, sul fare cinema in Italia e su come vincere, facendolo, i David: in apertura di cerimonia è stato mandato infatti il corto “Io, te e David” con protagonista Valerio Mastandrea che quest’anno si è guadagnato il riconoscimento, l’ennesimo al David, come Migliore attore non protagonista. Mastandrea, affiancato da colleghi quali Paola Cortellesi, Luca Argentero, Matilde Gioli, ha dato alcuni consigli sui generis su come confezionare un film degno di statuetta. Divertente.

La cerimonia poi non ha potuto non aprire con un ricordo, molto personale, di Cattelan sul critico cinematografico Gian Luigi Rondi, scomparso sei mesi fa: «L’anno scorso esordii dicendo che dovevamo darci una mossa, perché coi suoi 94 anni non aveva molto tempo da perdere», ha raccontato. Rondi ci rise su e lo chiamò per complimentarsi, «Ma non potrò mai perdonargli di avermi rovinato la battuta», è stata l’affermazione del conduttore, la migliore di tutta la serata.

L’omaggio a tutti i mestieranti del cinema che nell’ultimo anno ci hanno lasciati è stato affidato alla chitarra di Manuel Agnelli e al violino di Rodrigo D’Erasmo degli Aftehours, che hanno accompagnato le foto di chi non c’è più con una loro versione di “Across the Universe” dei Beatles.

Altro momento singolare, è stato quello con il solito Roberto Benigni, che ha ricevuto il Premio alla carriera, già protagonista di un piccolo show in mattinata al Quirinale, quando lo squadrone dei David era stato ricevuto dal Presidente Mattarella: «Considero il cinema italiano il più grande del mondo – ha ripetuto dal palco Benigni -. Guardate anche questa platea qui presente, non è mai stato così sano questo cinema», ha aggiunto. Retorica a parte, la quasi consueta riconoscenza alla sua compagna di una vita, Nicoletta Braschi, è parsa sincera, una ennesima dichiarazione d’amore: «Grazie per avermi dato il premio più alto dell’arte più alta, della cinematografia italiana che è la più alta – ha detto rivolto all’Accademia del cinema italiano e al suo presidente Giuliano Montaldo -. Lo dedico a Nicoletta, è suo. E mi piacerebbe che in cuor suo lei lo dedicasse a me».

Nel corso della serata, va detto per rigore di cronaca, sono stati consegnati anche i premi David Giovani per “In guerra per amore” a Pif, già vincitore della stessa statuetta nel 2014 per “La mafia uccide solo d’estate”, il Premio dello sponsor 3 a Michele Vannucci per “Il più grande sogno”; e informalmente sono state consegnate pure quelle statuette che nell’edizione 2016 del Premio non erano state ritirate: il David Giovani a Giuseppe Tornatore per “La corrispondenza”, e il David come Migliore musicista a David Lang, per “Youth” di Paolo Sorrentino.

 

 

I VINCITORI

 

MIGLIOR FILM
La pazza gioia, per la regia di Paolo Virzì

MIGLIOR REGIA
Paolo Virzì, per La pazza gioia

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Marco Danieli, per La ragazza del mondo

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis, per Indivisibili

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA
Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti, Salvatore De Mola, per La stoffa dei sogni

MIGLIOR PRODUTTORE
Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, per Indivisibili

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria Bruni Tedeschi, per La pazza gioia

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Stefano Accorsi, per Veloce come il vento

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Antonia Truppo, per Indivisibili

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea, per Fiore

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Michele D’Attanasio, per Veloce come il vento

MIGLIORE MUSICISTA
Enzo Avitabile, per Indivisibili

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“Abbi pietà di noi”, per Indivisibili, musica, testi di Enzo Avitabile, interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili

MIGLIORE SCENOGRAFO
Tonino Zero, per La pazza gioia

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo Cantini Parrini, per Indivisibili

MIGLIOR TRUCCATORE
Luca Mazzoccoli, per Veloce come il vento

MIGLIOR ACCONCIATORE
Daniela Tartari, per La pazza gioia

MIGLIORE MONTATORE
Gianni Vezzosi, per Veloce come il vento

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Angelo Bonanni – Microfonista: Diego De Santis – Montaggio e Creazione suoni: Mirko Perri – Mix: Michele Mazzucco, per Veloce come il vento

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network, per Veloce come il vento

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Crazy for football, di Volfango De Biasi

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
Io, Daniel Blake di Ken Loach

MIGLIOR FILM STRANIERO
Animali notturni di Tom Ford

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
A casa mia di Mario Piredda

DAVID GIOVANI
In guerra per amore di Piefrancesco Pif Diliberto

PREMIO 3
Michele Vannucci per Il più grande sogno

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