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Dici Carlo Buccirosso, dici divertimento assicurato

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Dici Carlo Buccirosso, dici divertimento assicurato

Carlo Buccirosso

Dici Carlo Buccirosso, dici divertimento assicurato

L’esito è stato a tratti esilarante, con il pubblico coinvolto fino al punto giusto

Dici Carlo Buccirosso, dici divertimento assicurato. Deve averlo pensato anche il pubblico catanzarese accorso a vederlo numeroso, ieri sera. Autore brillante, interprete un po’ costretto in specifici personaggi, al suo ritorno al teatro Politeama (dopo le due date dei giorni scorsi al Rendano), non ha potuto che confermare la sua spiccata abilità nel presentare in maniera leggera anche lavori di non facile approccio. Come in questo caso, in cui la materia da gestire era particolarmente articolata e tutt’altro che semplice da proporre: ad andare in scena infatti è stata una sua personalissima parodia, con tanto di musiche e piccole coreografie quasi da operetta, del primo romanzo moderno italiano, i Promessi sposi. Rimasti ovviamente intatti i personaggi maggiori e – grossomodo – la trama, nel suo “Divorzio dei compromessi sposi” Buccirosso ha optato per un’operazione non nuova, soprattutto in campo cinematografico, condendo le scene, già di per loro belle dinamiche grazie alla girandola di quasi tutte le cadenze italiche e alle battute frequenti, con un ricco repertorio di musica leggera, italiana e straniera. Succede così che Don Rodrigo si presenta intonando una sua versione dell’Istrione di Aznavour, prima di cantare “Io so’ pazzo” di Pino Daniele e “Perdere l’onore” da Ranieri, Renzo diventa il Marco che se ne è andato e non ritorna più della Pausini, e poi ancora canzoni popolari con i “Mazzolini di fiori” di Lucia che in più occasioni diventa la Mondella-Marinella di De André, e poi l’immancabile Tammurriata nera e finanche un Micheal Jackson dei tempi di “Bad”.
L’esito è stato a tratti esilarante, con il pubblico coinvolto fino al punto giusto nel riconoscere i brani e trovandoli azzeccati, quando il testo originale coincideva con la trama, divertito per l’adattamento tutto comico alla storia raccontata. La stessa filosofia è stata utilizzata per i personaggi: da Don Rodrigo – un Buccirosso dall’improbabile parruccone -, fintamente astuto fondamentalmente cialtrone, alla scemotta Lucia, passando per la finto veneta e molto scaltra perpetua di don Abbondio, contraltare a un’altra fine pensatrice, la madre di Lucia, Agnese, finendo ai due bravi, degni di cotanto padrone.
Tra i momenti più ilari c’è stato infatti quello in cui un esasperato don Rodrigo cercava di spiegare loro il senso della parola “bravi”, che loro intendevano come validi, significato impossibile per il “capo” ne aveva una diversa opinione: “Vuje site ‘a munnezza dà munnezza de l’uommene”, ha esclamato.
Come ogni buona parodia che si rispetti, poi, non sono mancate, nel corso della commedia, citazioni extra temporali: Don Rodrigo fa i selfie con gli amici di Lucy – così la chiama lui -, si parla di concorrenti a quiz, portoni automatici, scale mobili, perizoma medievali, tutti elementi che per il solo accostarli a situazioni secentesche – i personaggi si lamentano pure per questo -, scatenano risate senza troppo sforzo.
Di carne al fuoco, per intenderci, ce n’era tanta. Pure troppa: i ritmi così elevati e densi di particolari non erano sostenibili a lungo, il pubblico è parso divertito, sì, ma a fine serata stanco.

IL DIVORZIO DEI COMPROMESSI SPOSI

Liberamente tratto dal romanzo di Alessandro Manzoni
Con: Gino Monteleone, Veronica Mazza, Antonio Pennarella, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Giuseppe Ansaldi

Ensemble: Elvira Zingone, Alessandra Calamassi, Alessia Di Maio, Sergio Cunto, Mauro De Palma, Giancarlo Grosso

Musiche: Diego Perris
Luci: Francesco Adinolfi
Coreografie: Rita Pivano
Scene: Gilda Cerullo
Costumi: Maria Pennacchio
Direzione musicale: Gabriella De Carlo
Aiuto regia: Martina Parisi
Foto: Gilda Valenza
Parrucche: Anna Maria Sorrentino
Scritto e diretto da Carlo Buccirosso
Produzione: Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

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