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Al regista Gianni Amelio il Premio Robert Bresson

Cinema

Al regista Gianni Amelio il Premio Robert Bresson

Il Premio viene consegnato al regista de “La tenerezza” dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla Rivista del Cinematografo

Gianni Amelio vince il Premio Robert Bresson 2017.

Il regista Gianni Amelio continua a ottenere riscontri e a registrare successi: l’ultimo in ordine di tempo è il Premio Robert Bresson 2017 che gli sarà consegnato in occasione della prossimo Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che si terrà dal 30 agosto al 9 settembre e che va ad affiancare i tanti riconoscimenti che il regista insieme al suo ultimo film stanno collezionando.

Il premio Robert Bresson è un riconoscimento conferito dalla Fondazione ente dello spettacolo e dalla Rivista del cinematografo, sentito il parere dei Pontifici consigli della cultura e delle comunicazioni sociali, che viene attribuito al regista o alla personalità che «abbia dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita». È stato istituito nel 2000 e viene consegnato ogni anno durante la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Tra i premiati negli anni passati ci sono: Giuseppe Tornatore, Manoel de Oliveira, Theo Angelopoulos, Krzysztof Zanussi, Wim Wenders, Jerzy Stuhr, Zhang Yuan, Daniel Burman, Walter Salles, Aleksandr Sokurov, Mahamat Saleh-Haroun, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Ken Loach, Amos Gitai, Carlo Verdone, Mohsen Makhmalbaf.
Nel 2010, in occasione dall’undicesima edizione del Premio, è stata realizzata un’opera dal titolo “Hope”, creata dall’artista Andrea Cagnetti in arte Akelo. L’artista ha commentato così l’opera: «Un sussulto di energia vitale squarcia la materia, penetrando tra le sue pieghe. Provoca uno squarcio nello spazio, si insinua nello scorrere del tempo, contagiando l’essere con un brivido di speranza».

Robert Bresson, il regista francese al quale è intitolato il premio, è unanimamente riconosciuto come il maestro del minimalismo, fondando il suo stile sulla differenza fra cinema e cinematografo: se il primo è fatto di film intesi come rappresentazioni filmate, il secondo è il tentativo di costruire un nuovo linguaggio fatto di immagini e suoni, dove il ruolo centrale è costituito dal montaggio.

 

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