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La tenerezza di Gianni Amelio a Catanzaro

Cinema

La tenerezza di Gianni Amelio a Catanzaro

La tenerezza

La tenerezza di Gianni Amelio a Catanzaro

Gianni Amelio il CineTeatro Comunale di Catanzaro lo conosce bene. Lo ha raccontato lui stesso, prima della proiezione, raccontando qualche aneddoto

La tenerezza di Gianni Amelio a Catanzaro

Ci ha tenuto a presentare proprio al “nuovo” CineTeatro Comunale “La tenerezza”, la sua ultima fatica. Gianni Amelio lo ha anche ribadito dal palcoscenico, invitato dal direttore della struttura, Francesco Passafaro, a salutare il numeroso pubblico che ha fatto registrare un entusiasta successo nelle prime tre giornate di programmazione del film, sancito da una successione di tutto esaurito.
Gianni Amelio il CineTeatro Comunale di Catanzaro lo conosce bene. Lo ha raccontato lui stesso, prima della proiezione, raccontando qualche aneddoto: «Stavo seduto lì – ha detto indicando alcune poltrone appena prima dell’ultima fila -, e mi ricordo quando, giovanissimo, mi infilai a sbafo per vedere un film vietato ai minori di sedici anni», ha raccontato divertito. «Non avrei mai pensato di venire qua, in quello stesso luogo, e vedere il pubblico che vede un mio film. Questi sono tempi difficili – ha aggiunto in merito alla riapertura del Comunale -, e lo sono ancora di più di fronte a imprese che sembrano impossibili, ma che è allora che riescono. Catanzaro ha bisogno di un cinema così bello, e che sarà anche teatro, non dimenticatelo». L’auspicio, anche da parte del regista, è che l’entusiasmo non venga meno, e il pubblico catanzarese non faccia mai sentire la sua assenza: «Vedere un film a cinema è come andare a messa in chiesa, se la vedi su Raiuno non c’è la stessa sacralità, non trovate?».
Presentando il suo nuovo film, “La tenerezza”, Gianni Amelio – incontrato alla tappa catanzarese del suo minitour calabro, era stato il giorno prima a Reggio Calabria e il successivo sarebbe stato a Cosenza -, fa appello al buon vecchio passaparola: «Se il film vi è piaciuto – ha detto -, ditelo ai vostri amici. Vi ringrazio».
E c’è da stare certi che il caro sistema che non tramonta mai funzionerà, perché “La tenerezza” è un film davvero bello. Duro, sotto molti aspetti, ma di una profondità che non può lasciare indifferenti.

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