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Recensione – Ilan Pappe, Di storia in storia From tale to tale

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Recensione – Ilan Pappe, Di storia in storia From tale to tale

“Di storia in storia” è la trascrizione, curata da Maria Rosaria Greco, della conferenza che lo storico ebreo docente all’Università britannica di Exeter, ha tenuto a Salerno nel 2015

“Di storia in storia – From tale to tale” di Ilan Pappe a cura di Maria Rosaria Greco ediz. Oèdipus pagg.78 €11,00

Il libro “Di storia in storia” è la trascrizione, curata da Maria Rosaria Greco, della conferenza che lo storico ebreo Ilan Pappe, docente all’Università britannica di Exeter, ha tenuto a Salerno nel 2015 su “ La pulizia etnica in Palestina”,  nell’ambito della seconda edizione della  rassegna “Femminile palestinese”, volta a promuovere la cultura araba e in particolare quella palestinese. Ilan Pappe rappresenta una delle tante voci libere di intellettuali israeliani, invisi al regime di Tel Aviv, che da anni si batte per una vera pace tra ebrei e palestinesi che –secondo lui – può passare solo attraverso il riconoscimento dell’occupazione della Palestina iniziata nel 1948,  il “diritto al ritorno” dei palestinesi e la realizzazione di un solo Stato per ebrei e palestinesi perché «la Palestina è tutta la Palestina e i palestinesi sono tutti i palestinesi, compresi i rifugiati».  L’autore ripercorre  in modo lucido e coraggioso la storia della Palestina dalle origini, passando attraverso l’occupazione e quella che lui definisce la pianificazione della pulizia etnica del 1948 per opera del movimento sionista, che poi fondò lo Stato d’Israele, fino ad arrivare a oggi e risponde ad alcune domande: Che cos’è stato il Piano Dalet? Perché lo si è attuato proprio nel 1948? Cos’è Israele oggi? Una democrazia? Una democrazia militarizzata? Uno Stato con un esercito o un esercito con uno Stato? Quali sono le responsabilità europee e occidentali? Qual è il ruolo dello storico e dell’intellettuale? L’autore spiega come il Piano Dalet, attuato nel 1948, fu studiato a tavolino già negli anni trenta, molto prima dell’olocausto, dal movimento sionista,presente in Palestina sin dalla fine del XIX secolo, e prevedeva l’occupazione di villaggi e città palestinesi in maniera sistematica,la cacciata dalle loro case degli abitanti e l’uccisione di chi provava a resistere. “Ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani erano stati svuotati dai loro abitanti. Quello che accadde nel 1948 in Palestina non va definito semplicemente una catastrofe ( Nakba), ma una vera pulizia etnica che non significa soltanto espellere qualcuno ma è un piano per cancellarti la storia, cancellarti dal tuo paese, cancellarti dalla memoria. Ecco perché non solo la metà dei palestinesi è stata cacciata ma è stata distrutta la metà dei villaggi e delle città palestinesi e al posto di queste città ci sono ora foreste e insediamenti israeliani (..). Israele nega il racconto dei sopravvissuti. La memoria dei sopravvissuti dell’olocausto è vista come fonte storica genuina ed autentica. Invece i ricordi dei palestinesi di quanto accaduto nel 1948 sono bugie».
L’autore spiega le  circostanze storiche che favorirono l’attuazione del Piano Dalet e di come esso sia una storia ancora in corso,che si sta facendo, nel ghetto di Gaza e in Cisgiordania, dove un popolo vive sotto un’occupazione militare brutale e feroce, in uno stato di apartheid e di colonizzazione. Israele vorrebbe annettersi Gaza e Cisgiordania senza i palestinesi «per  portare così a termine, in modo definitivo, quanto iniziato nel 1948».  A chi lo accusa di antisemitismo per le sue idee, Illan Pappe risponde con le parole che – secondo lui –  l’ Europa dovrebbe usare nei confronti  di Israele: «No, noi non siamo antisemiti, siamo anti- apartheid, siamo anticolonialisti, siamo contro l’occupazione». L’autore si dice convinto che solo con la verità si potranno esercitare pressioni  internazionali su Israele perché interrompa la violazione dei diritti umani e civili dei palestinesi. Ed è quello che lui fa anche con questo libro, un libro verità, piccolo ma denso di pensiero critico, che aiuta chi legge a capire quello che oggi sta succedendo veramente in Palestina – come i recenti eventi alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme est – , al di là delle manipolazioni, mistificazioni della realtà da parte di Israele e della maggior parte dei mass media mondiali.

Franca Fortunato

 

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