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Renga alla Summer Arena di Soverato, tra brividi e (poche) urla

Musica

Renga alla Summer Arena di Soverato, tra brividi e (poche) urla

Renga alla Summer Arena di Soverato. Francesco Renga potrebbe cantare qualsiasi amenità e ai concerti farebbe sempre pienoni. E’ per il piglio, bohèmien ma giusto quel che basta a fare figo, per le canzoni che parlano sempre d’amore – in tutte le salse -, per qualche ritornello che rimane e, a dire delle tante ascoltatrici, per un sorriso che lascia stesi. Sarà, ma anche ieri sera alla Summer Arena di Soverato, il cantante friulano è sembrato eseguire il solito compitino, nulla di più: una valanga di canzoni – una quarantina circa per due ore di concerto -, qualche “Soverato” ripetuto a mantra, una manciata di “siete bellissimi, è grazie a voi se sono qua” e via. La scelta più sorniona? Gettarsi dal palco a ridosso delle prime file, dopo aver chiamato il pubblico a trasferirsi fino alle transenne – gruppi di ragazzine, mica tanto “ine”, si sono letteralmente  fiondate -, salire poi su una delle barriere e continuare a cantare da sopra le teste dei fan, o meglio delle fan. Tutte in estasi, manco a dirlo. In realtà, questo bagno di folla a metà mentiva sulle intenzioni del protagonista della serata e del suo entourage: il divino è stato blindato come neanche le star di Hollywood, inavvicinabile, con tanto di schieramento di personale di sicurezza privato e pubblico dispiegato nell’arena.
Eppure il pubblico di ieri sera al concerto di Renga alla Summer Arena di Soverato, sebbene entusiasta, è sembrato molto freddo. Forse perché la componente maschile degli spettatori – quelli che accompagnavano, per intenderci -, è parsa refrattaria a ogni manifestazione di consenso o dissenso, ma oltre ai “sei bellissimo” che si sprecano sempre in questi casi, sono mancati applausi fragorosi (mani occupate dai cellulari?) e cori, a parte qualche piccolissimo cartellone – striscioni manco a pagarne -, e un accenno di coreografia coi palloncini che dagli spalti della Lega Pro prenderebbero a pernacchie. Eppure, lo ribadiamo, l’arena era letteralmente piena e, ma solo a parole, festante. Dentro e fuori, con gente assiepata sul Lungomare di Soverato a sbirciare all’interno della struttura e ascoltare, comunque “aggratis”, il concerto.
La scaletta di Renga alla Summer Arena di Soverato, come da copione, prevedeva brani vecchi e nuovi, dell’ultimo album, “Scriverò il tuo nome” che dà anche il nome al tour: non sono mancati, tra gli altri, “Angelo”, “A un isolato da te”, “Sto già bene”, “Un giorno bellissimo”, “Dove il mondo non c’è più”, dal repertorio più lontano e poi quelli recenti come “Scriverò il tuo nome” – appunto -, “L’amore sa”, “Nuova luce”, “Guardami amore”. L’udinese ha snocciolato quasi senza sosta tutte le canzoni, supportato da una band – sì – di rilievo: Fulvio Arnoldi, Stefano Brandoni e Heggy Vezzano alle chitarre, Gabriele Cannarozzo al basso, Phil Mer alla batteria e Vincenzo Messina alle tastiere. Tutti foschia, intorno a Renga. Sono lontani i tempi dei Timoria e ancora di più, pare strano affermarlo, neanche una manciata di anni fa, quelli in cui Francesco Renga si proponeva come cantante italico per eccellenza, rispolverando grandi classici della musica leggera nazionale, accompagnato da un’orchestra. Altre latitudini.

Carmen Loiacono

Visto a Soverato il 21/08/2017

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