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31mag20:3022:30Umanità novaPrimavera dei Teatri 2023

Dettagli evento

COMPAGNIA CARULLO-MINASI

UMANITÀ NOVA – CRONACA DI UNA MANCATA RIVOLUZIONE | Prima Nazionale

con Giuseppe Carullo

regia Cristiana Minasi

drammaturgia Fabio Pisano

disegno Luci Renzo Di Chio

costumi Letteria Pispisa

elementi di scena Cinzia Muscolino

grafica Manuela Caruso

consulenza musicale Alessandro Calzavara

produzione Carullo-Minasi e Sciara Progetti Teatro

collaborazione Fabio Cuzzola, Giovanna La Maestra, Massimo Ortalli, Roberto Zorn Bonaventura

Spettacolo finalista Premio Dante Cappelletti 2023

Durata 75 minuti

 

 

I Moti di Reggio, i cinque anarchici morti sulla strada, sono la disturbante scheggia di un’ Italia impazzita, sono l’eco di un “mito” andato a finire male. Una generazione, quella dei ventenni del ’68, che ha lottato e che ha perso, anzi peggio è stata strumentalizzata dal potere.

Ha ragione lo scrittore Luis Sepulveda: “Narrare è resistere”. Resistere alla tentazione di dimenticarli, di dimenticare. Lo spettacolo intende farsi portatore dell’importanza della Storia, della sua conoscenza e della sua corretta trasmissione per evitare che i fatti si ripetano senza che li si conosca. Non a caso il titolo dello spettacolo richiama il nome del celebre settimanale anarchico. La scrittura del testo attraversa diversi protagonisti della vicenda, su tutti, Angelo Casile, uno dei cinque anarchici, ma non solo lui. Ci sono tante voci con linguaggi diversi ma col comune senso di raccontare dal proprio punto di vista la vicenda, una vicenda che pur rappresentando la Storia con la s maiuscola, ha finito per diventare una storia con la s minuscola, una storia che si è cercato in tutti i modi di dimenticare ma soprattutto di far dimenticare. Compito della drammaturgia è stato proprio quello di ripristinare i fatti, di assemblarli seguendo l’ordine degli eventi, eventi che vanno da Reggio a Milano, perché quel periodo storico, quell’occasione mancata in fondo non conosceva nord e sud, non conosceva settentrione e meridione. Ma riconosceva soltanto un sentimento comune: quello della rivalsa e della vendetta.

«Il potere corrompe sia coloro che ne sono investiti sia coloro i quali devono soggiacervi, sotto la sua nefasta influenza gli uni si trasformano in despoti ambiziosi e avidi, in sfruttatori della società in favore della propria persona o casta, gli altri in schiavi». Bakunin

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Data

(Mercoledì) 20:30 - 22:30

Location

Capannone autostazione - Castrovillari (Cs)

Organizzatore

Scena Verticale

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