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Il Vespro della beata vergine, la poesia infinita degli emarginati

Il vespro della beata vergine
ph Antonio Pittelli/FerMentis

Teatro

Il Vespro della beata vergine, la poesia infinita degli emarginati

BADOLATO (Cz) – Un uomo si ritrova nel reparto di un ospedale: deve recuperare la salma del figlio, morto suicida. È Il vespro della beata vergine, il monologo di Scenari Visibili andato in scena domenica, apertura ufficiale della stagione 2023/2024 al Teatro Comunale di Badolato.

Dopo gli esiti, aperti al pubblico, delle residenze ospitate a Badolato – a luglio era stato il turno di Elvira Scorza, a settembre quello di Alessandro Businaro e Stefano Fortin, a ottobre quello di Ilenia Romano -, la stagione del progetto MigraMenti, gestito dalla compagnia Teatro del Carro Pino Michienzi, ha alzato il sipario sul primo spettacolo in cartellone, quello appunto con i lametini di Scenari Visibili.

Con in scena un commovente Dario Natale, Il vespro diretto da Mauro Lamanna è quello firmato da Antonio Tarantino, drammaturgo contemporaneo molto amato da registi quali Isidori, Malosti, Calenda, più volte Premio Ubu  e Riccione, di cui Scenari Visibili ha ottenuto i diritti dalla Fondazione.

Il vespro della beata vergine è infatti il terzo atto delle “Quattro opere profane” – insieme a Stabat Mater, La passione secondo Giovanni e Lustrini -, la cosiddetta “tetralogia della cura” di ispirazione classico religiosa. E di fronte a un simile testo, così ricco, carico di significati, anche la regia ha fatto un passo indietro, mettendolo prima di ogni altra cosa.

Il vespro della beata vergine – che nulla a che vedere, ovviamente con il Concerto di Monteverdi -, è un padre che prende per mano un figlio e lo accompagna, al telefono, nel mondo dei morti. In realtà sta solo aspettando che gli venga riconsegnato il corpo del figlio: sulla scena ci sono poche cose, tra cui un separè divisorio e un carello ospedalieri – su cui verranno anche proiettati video, molto probabilmente dei Super 8 di famiglia -, oltre a qualche effetto personale del ragazzo, tra cui un abito femminile rosso, presumibilmente quello che indossava quando è morto.

Nel ricercare in quella telefonata il suo rapporto con quel figlio, lui, il più improbabile tra i genitori – sebbene la mamma sia un lamento continuo -, si prende sulle spalle il fardello, e la sua volgarità di essere bruto si trasforma in una tenerezza infinita. Del resto è un «reietto delinquente che si era completamente disinteressato, ma adesso di fronte a questa richiesta, tira fuori questa saggezza, e dà coordinate», ha detto l’attore a fine spettacolo, fermandosi a commentare ciò che era appena andato in scena insieme al pubblico del Teatro di Badolato.

Bravo Dario Natale, che ha saputo farsi carico di questa umanità disarmata, l’ha fatta propria e l’ha saputa restituire in tutta la sua potenza narrativa: è un padre comprensivo che confida oggi in quel figlio che forse in vita non aveva abbastanza supportato e compreso. Sono due emarginati in un mondo di emarginati, e solo l’atto estremo del più giovane, consente a entrambi di recuperare un dialogo e restituircelo nella maniera più dolce e affettuosa.

«È un testo particolare – ha confermato Natale -, Tarantino conosceva molto bene le persone ai margini, che non aderivano alle convenzioni e per lui era una cosa importantissima. Non è un testo facile per lo spettatore, comporta un’attenzione particolare. Ma lo è anche per me: solo adesso, a due anni dal debutto, siamo appena rientrati da Roma e Firenze, comincio a capire meglio i personaggi e le loro caratteristiche. È uno spettacolo in cui è necessaria ogni volta una immersione sempre diversa».

Il vespro della beata vergine, i credits

di Antonio Tarantino

con Dario Natale
regia di Mauro Lamanna
disegno sonoro Alessandro Rizzo
disegno luci Omar Scala
scena Pasquale De Sensi
contributi strumentali Mattia Natale / Donato Parente
voce fuori campo Giorgia Morabito
abito di scena Santina Nicotera
foto Luca Imperiale Dora Coscarelli
grafica Pasquale De Sensi / Annarita Russo
comunicazione / Domenico D’Agostino
produzione Scenari Visibili.

anteprima debutto sabato 26 settembre 2020 TIP Teatro Lamezia Terme

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