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Domenica l’esito pubblico della residenza Businaro/Fortin

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Domenica l’esito pubblico della residenza Businaro/Fortin

Spettacoliamo.it ha iniziato una collaborazione con Ateatro, prestigiosa webzine di cultura teatrale, in merito alle residenze del Progetto MigraMenti a cura della compagnia Teatro del Carro-Pino Michienzi al Teatro Comunale di Badolato (Cz). Tutte e cinque le residenze in programma a Badolato saranno seguite da altrettanti osservatori critici, figure con professionalità diverse che racconteranno sulle nostre pagine e parallelamente su quelle di Ateatro, i percorsi intrapresi dagli artisti – registi, attori, danzatori – ospiti di MigraMenti. Media partner del progetto, Spettacoliamo.it seguirà tutte le residenze: a presentarle di volta in volta ci penserà la nostra Carmen Loiacono. Cominciamo con quella attualmente in corso che avrà un suo esito pubblico domenica 24 settembre.

BADOLATO (Cz) – Sostenere e promuovere la creazione teatrale, offrendo agli artisti uno spazio e delle risorse per esplorare nuove idee e sviluppare il loro lavoro fin dalle primissime battute. È quanto offrono le residenze del progetto “MigraMenti ” a cura della compagnia Teatro del Carro – Pino Michienzi al Teatro comunale di Badolato (Cz), che riprendono in questi giorni con due tra gli ospiti più interessanti dell’edizione 2023, Alessandro Businaro e Stefano Fortin.

Ma facciamo prima un passo indietro: la residenza di Businaro e Fortin arriva infatti dopo la parentesi estiva e, soprattutto, dopo la prima residenza che si è già svolta all’inizio della bella stagione. In quell’occasione era stata Elvira Scorza con il suo “Itinerario della mente verso Thomas Bernhard” ad abitare il Teatro di Badolato per un paio di settimane.

Il lavoro di Elvira, per la sezione “Sentieri”, era arrivato nel centro jonico basato semplicemente sull’idea di partenza: tradurre in chiave drammaturgica il romanzo di Martino Ciano, sperimentando l’utilizzo di un linguaggio solo parzialmente verbale, affidando il potere deflagrante del testo a scelte narrative precise e potenti.  E già in questo c’è tutto il senso della residenza “MigraMenti. SPAc – Studies on Performing and ACting”: favorire la nascita e lo sviluppo di nuove idee progettuali artistiche e drammaturgiche.

MigraMenti, il progetto

MigraMenti , fin dal 2012 ha sempre prediletto infatti progetti che sono al primo stadio della creazione e della ricerca: potremmo intenderla come una sorta di start up che valuta e supporta quelle idee che possono essere sviluppate in futuro. Tra gli obiettivi della selezione delle residenze, infatti, c’è quello di ospitare opere e progetti che si muovono tra tradizione e innovazione, prediligendo testi che, pur rispettando il passato, si impegnano a guardare oltre per incentivare autentiche forme di contemporaneità.

La residenza di teatro e danza – con la collaborazione artistica del Centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni – è pensata principalmente per dare un’opportunità a giovani artisti e compagnie attraverso un sostegno economico e un tutoraggio organizzativo e tecnico, oltre che artistico, ma anche per essere un’esperienza nuova e originale che sintetizzi il desiderio di trovare un luogo adatto a mettere assieme la sperimentazione artistica con un modo diverso di fruire degli spazi di produzione, ricerca e studio.

Il tutto in un piccolo, per quanto suggestivo, centro della costa jonica calabrese, Badolato. Sì, perché il secondo aspetto della residenza MigraMenti è nel messaggio che porta con sé: anche in uno dei luoghi più periferici d’Italia, dove le produzioni teatrali e di ricerca non sono proprio all’ordine del giorno – mettiamola così -, c’è spazio per nuove progettualità culturali e creative, di teatro e danza appunto, rivelando un territorio produttivo, che offre opportunità di lavoro non solo a chi arriva da fuori regione, ma anche agli stessi calabresi.

MigraMenti, nelle sue quattro sezioni proposte dal bando – Under 35, Inedite, Danza e Sentieri (con due residenze)  -, dà spazio infatti anche alle realtà del territorio affinché possano sì confrontarsi con chi arriva da fuori regione, ma anche perché possano rappresentare i processi creativi del sud.

Torniamo adesso agli attuali ospiti in residenza a Badolato: Alessandro Businaro e Stefano Fortin.

Sono entrambi due nomi abbastanza conosciuti nell’ambiente teatrale italiano: Alessandro Businaro, il regista, già due volte finalista alla Biennale College-Registi Under 30, ha partecipato, con notevole riscontro di pubblico e critica, nel 2020 alla Biennale Teatro con “George II”, prima di dedicarsi sempre più al teatro partecipativo, fino a fondare nel 2022 insieme ad altri 5 registi provenienti da Stati Uniti, Spagna, Bulgaria, Germania e Regno Unito, il collettivo transnazionale El Encuentro.

Stefano Fortin, a Badolato come dramaturg, nasce come attore e drammaturgo: la sua collaborazione con Businaro è cominciata nel 2019 alla Biennale con il progetto “Amleto”, mentre il testo del già citato “George II”, fra i finalisti del premio Hystrio Scritture di scena nel 2018, gli è valso il Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli nel 2019. Nel 2022 ha vinto con “Cenere” alla Biennale College Teatro Autori under 40. Entrambi hanno lavorato insieme al progetto Orizzonte postumo del Teatro Stabile del Veneto nel 2021.

In merito alla residenza per MigraMenti c’è da dire che il lavoro che stanno esplorando in questi giorni, a Badolato è piuttosto insolito: il loro “Pay per view” nasce come un’indagine sulle scelte del pubblico e su quanto queste possano essere guidate, molto più che influenzate.

Partendo dall’assunto, anzi dal dubbio in merito alla veridicità dell’assunto che la salute sia il bene primario e che vada universalmente garantita a prescindere dalla condizione economica del singolo – come prevedrebbe anche la nostra Costituzione -, Pay per view vuole dimostrare come sia proprio la disponibilità economica a determinare le nostre scelte, anche nel decidere cosa vedere, cosa pensiamo di vedere e cosa vorremmo vedere in realtà.

Come lo faranno? Al momento Businaro e Fortin – insieme a loro a Badolato c’è anche Chiara Businaro come assistente alla regia -, hanno pensato a un coinvolgimento del pubblico in una forma di gioco, una performance in cui spettatori – non più meramente tali -, parteciperanno insieme all’attore (Lorenzo Frediani), dividendosi in due gruppi, supportando il personaggio che rappresenta la propria formazione e penalizzando, reciprocamente, quello dell’altra, in un meccanismo di privilegio e privazione che è alla base dell’intero lavoro.

Il risultato di quanto fin qui prodotto potrà essere visionato direttamente il 24 settembre, quando, con inizio alle ore 18.00, ci sarà un esito aperto al pubblico, al Teatro Comunale di Badolato, ovviamente.

 

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